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david Graham

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...Moments...

September 16

these streets...

Cross the border,
Into the big bad world
Where it takes you 'bout an hour
Just to cross the road
Just to stumble across another poor old soul from
The dreary old lanes to the high-street madness
Eye fight with my brain to believe my eyes
And it's harder than you think
To believe this sadness
That creeps up my spine
And haunts me through the night
And life is good and the girls are gorgeous
Suddenly the air smells much greener now
And I'm wondering 'round
With a half pack of cigarettes
Searching for the change that I've lost somehow

These streets have too many names for me
I'm used to Glenfield road and spending my time down in Orchy
I'll get used to this eventually
I know, I know

Where'd the days go? When all we did was play
And the stress that we were under wasn't stress at all
Just a run and a jump into a harmless fall from
Walking by a high-rise to a landmark square
You see millions of people with millions of cares
And I struggle to the train to make my way home
I look at the people as they sit there alone

Life is good, and the sun is shining
Everybody flirts to their ideal place
And the children all smile as a boat shuffled by them
Trying to pretend that they've got some space

These streets have too many names for me
I'm used to Glenfield road and spending my time down in Orchy
I'll get used to this eventually
I know, I know

(Paolo Nutini)
June 18

Mi barrio

Mi dissero un volta che me n'ero andato
ma quando?
però quando?
se sempre sto tornando a casa e
quartieri, città
e mai nessuno di voi è il mio quartiere,
barrio!
il mio barrio,
così lo chiamerò il posto
dove mi sentirò uno di voi
e le vostre voci lontane
saranno musica per il mio cuore,
dove amici miei potrete bussare all'ora che volete,
ci apriranno i bar quando sono già chiusi
e non saremo come numeri sui citofoni
dimenticati come cani di passaggio e senza nome,
di modo che se fossi nel mio barrio
avrei spalle su cui appoggiare le mani
e orecchie a cui confessarmi
e case... e luna ...e stelle che dall'alto
sul tetto della casa dei miei vecchi mi direbbero,
fermati qua, fermati qua.




   

June 07

Alianti di città

Il mondo è uno stereogramma.

Il veleno tracannato è consistente e traboccante, le persone masse informi, le immagini sono anaglifi che non riesce a mettere a fuoco, i piani sovrapposti in trame inesplicabili.

L’asfalto ondeggia, oceani di catrame fluttuante si infrangono su muri di cemento, gli edifici si snodano e si flettono, il fracasso dei motori si amplifica e rimbomba nei vani cranici, il sangue è un propulsore e schizza verso l’alto offuscando parametri e criterio, generando alienazione il cui unico equilibrio è quello precario tra senno e follia.

Prova ad afferrare attimi, ma sono bolle di sapone. E’ protagonista di fotogrammi, ma non c’è moto, il tempo scorre solo nella sua testa mentre si divincola tra sagome ancorate e tinte statiche.

Poi il nastro comincia a scorrere, freneticamente. Le linee ed i profili sono scie di luce senza principio né fine, code scintillanti di lumache convulse. La realtà è un otturatore spalancato.

Oscilla insieme ai palazzi, è oggetto di scherno, di sguardi divertiti e occhiate di biasimo, è un estromesso e ciò lo diverte più dell’intrattenimento regalato a comitive di ragazzi che lo scortano con dita puntate e risa gutturali.

I vicoli intrisi di muffa e muschio si districano in un groviglio ermetico, sono l’estensione dei suoi pensieri che voltano angoli senza sapere dove finiranno.

Forse questo l’enigma che lo tormenta ma che allo stesso tempo lo seduce? Ansia e incanto di ciò che è imprevedibile.

Tutto è così intenso e vivido, gli odori penetrano le narici raccontando storie recenti e lontane, fasci di luce squarciano lo spazio rendendo l’aria stroboscopica. le ombre giocano a nascondino, si allungano e si comprimono, svaniscono lungo vie di fuga e ricompaiono dall’oscurità.

Comincia a piovere ed il sorgere del crepuscolo si accelera.

E’ quieto, placido, mentre osserva gocce d’acqua che si inseguono sulle vetrine, mentre le sagome intorno a lui aprono in simbiosi i loro scudi inarcati, mentre dolci lacrime lo accarezzano e sgusciano via eclissandosi tra lembi di stoffa.

Alla luce di lanterne che si scaldano, osserva e sfiora arcobaleni in pozze d’olio, fili d’erba nati dal bitume. Ad ogni passo lo sgomento si allontana in cerchi concentrici attraverso il tempo.

Alza gli occhi al cielo, i gabbiani volano bassi, riflettono luci artificiali, volteggiano tra cupole e antenne e spinti da taciturne correnti ascendono e poi planano quasi fino a fissarlo negli occhi, leggendo i suoi pensieri.

Sfacciati, soavi … alianti di città.  

 





April 26

strobe in the ring

Within shades and shadows,
I stare at vanishing clouds,
searching for shapes and signs,
and while the sky goes dark,
I reach out my gloomy hand
and catch a glimpse of light.


April 23

Dai, scavalca!! *-)

A volte è già difficile trovare un lavoro a cui dedicarsi con amore e passione, ancora più difficile è trovare un gruppo di colleghi affiatato, che viaggi sulle stesse frequenze. Be' ieri sera è stata una serata fantastica, memorabile per certi aspetti. Scoprire alcune persone al di fuori del contesto formale è qualcosa di affascinante, a tratti anche esilarante. Trovo sia avvincente, intrigante condividere attimi di complicità che creano o rafforzano un legame, di due singoli o di un insieme. Serata portentosa e non importa se in essa siano anche permeati, sull'onda delle note, brevi momenti di mestizia...sono solo piccoli punti che fanno comunque parte del disegno ed è bene che siano presenti anch'essi.
E poi, Ben Harper! immenso come sempre, in tonalità più rock, più energico...e una cover di "under pressure" da brividi!
Buona giornata!
April 19

Ine ndili bwino

Appena rientrato da un weekend straordinario...sono a pezzi ma inondato da sensazioni stupende, a tratti quasi difficili da descrivere.
Passare due giorni con i "miei" ragazzi, con gli amici(colleghi), quelli più affiatati...vivere una realtà quasi parallela eppure così palpabile, corporea, appassionante.
Ho visto, percepito e mi sono emozionato per scene e situazioni impregnate di quella semplicità, quella linearità che spesso si perde, si confonde e si nasconde in condizioni macchinose e tortuose, faccio si che tali contingenze si approprino di me rendendo d'improvviso tutto più vivo e nitido...affascinato, estasiato da stati di puro romanticismo, da circostanze grottesche, momenti di commozione, contese sentimentali, sgarbi innocenti ed incolpevoli.
E' strano l'effetto che tutto ciò abbia su di me, astruso perchè ogni volta mi sorprende, mi coglie impreparato, emotivamente quasi incapace di incanalare questa meraviglia, di convogliare lo stupore...sono davvero pochi i momenti della mia vita che riesco a reputare così intensi e profondi.
Questo va al di la di tutto, perchè mi fa capire cosa sono e forse anche dove sto andando, perchè mi inebria e mi esalta i sensi, perchè non cruccia il cuore anzi lo dilata effondendo calore. In tutto questo c'è gratificazione, armonia, eufonia e calma, c'è serena e schiusa introspezione, ci sono respiri e vitalità, c'è coscienza...e ci sono io, piccola creatura, prodotto di anima e sangue che acquisisce sempre più consistenza, prospettiva, luce.

April 17

Nothingman

once divided...nothing left to subtract...
some words when spoken...can't be taken back...
walks on his own...with thoughts he can't help thinking...
future's above...but in the past he's slow and sinking...
caught a bolt 'a lightnin'...cursed the day he let it go...
nothingman...
nothingman...
isn't it something?
nothingman...
she once believed...in every story he had to tell...
one day she stiffened...took the other side...
empty stares...from each corner of a shared prison cell...
one just escapes...one's left inside the well...
and he who forgets...will be destined to remember...
nothingman...
nothingman...
isn't it something?
nothingman...
oh, she don't want him...
oh, she won't feed him...after he's flown away...
oh, into the sun...ah, into the sun...
burn...burn...
nothingman...
nothingman...
isn't it something?
nothingman...
nothingman...
coulda' been something...
nothingman...


April 05

questions drowning in relativity

From one day to another perception of time can completely overturn. Don't have consciousness of how slowly it limps and struggles, can't establish it's unit, can't fill in the spaces. It dilates,  I lose touch with what seemed reality, I hobble in this oblivium soaked in questions, most of which don't have any answer. I tryed to ask the fluctuating grass, I looked for replies between the blossomed trees and among still faces in passing trains. Open fields and empty bottles gave me no response, such as restless nights and sleepless hours. I must stop contemplating blank sheets, stop trying to give different sense to evident words, probably stop using imagination, thinking these last hours are only an air bubble, only brackets in time...I jumped for some everlasting moments in something sublime, and I'm glad I managed to live some of it, despite most of my dreams and my moonshines were already on the other side of the horizon,waiting.
Close your eyes, go to sleep.
It surprisingly hurts and it probably should be time to start exorcizing words, places, ideas and songs......but not yet.

Ill fake it through the day
With some help from johnny walker red
Send the poison rain down the drain
To put bad thoughts in my head
Two tickets torn in half
And a lot of nothing to do
Do you miss me, miss misery
Like you say you do?

A man in the park
Read the lines in my hand
Told me Im strong
Hardly ever wrong I said man you mean

You had plans for both of us
That involved a trip out of town
To a place Ive seen in a magazine
That you left lying around
I dont have you with me but
I keep a good attitude
Do you miss me, miss misery
Like you say you do?

I know youd rather see me gone
Than to see me the way that I am
But I am in the life anyway

Next door the tv's flashing
Blue frames on the wall
Its a comedy of errors, you see
Its about taking a fall
To vanish into oblivion
Is easy to do
And I try to be but you know me
I come back when you want me to
Do you miss me miss misery
Like you say you do?
December 25

specchio virtuale

Oggi.
Sono un bianco scuro velato seppia,
coeso con gelide mattonelle,
senza espressioni né mimiche,
esiliato in un angolo a fianco scoperto.
December 23

uomo e bambino

Qual 'è il confine tra l'essere uomo e l'essere ancora ragazzo? Qual 'è la sottile linea che delimita l'acerbità dalla maturità? Mi trovo a pensare a come tutto ciò possa essere misurato, quantificato. Al sorgere di nuovi e inaspettati problemi ogni volta arrivi a conoscere qualcosa di nuovo di te. Sale e mi pervade un'adrenalina che non riesce a manifestarsi, che si impossessa di ogni lembo ma che non riesce a fuggire, a scaricarsi nell'etere. Sento una morsa che forse in una qualche maniera ho già provato in passato, un giorno lontano ma che non sarà mai abbastanza distante. Ho scoperto in me una gran reattività, una prontezza di spirito che forse non era mai stata messa realmente alla prova, ma che una volta in discussione reagisce e si fa largo, prende a spallate palizzate e barriere impregnate di emotività e burocrazia. Forse tutto nasce anche su quella spinta di responsabilità aggiunta, quella stessa che deve sostituirsi e in qualche modo rimpiazzare la prontezza, il metodo e l'incoraggiamento affievolito di terzi, per un motivo o per un altro ma senza alcuna colpa. Poi viene quel momento in cui credi di aver fatto il possibile, nonché ciò che ci si aspettasse, senza mai avere una reale certezza né conoscenza di quanto si sarebbe voluto o potuto anche andare oltre il dovuto, o addirittura oltre ciò che si crede il massimo. Questo istante è un punto sommo ed estremo di una parabola emozionale da cui inevitabilmente inizia un pendio, un' attenuazione del vigore, un'energia inversamente proporzionale che apre la porta alle emozioni fino ad allora in disparte, chiusi in anticamere, in attesa. E' li che sale tutta la fragilità e l'insicurezza, quel baleno che abbatte il confine e lascia scorrere interminabili istanti sull'onda di quel profluvio fatto di esitazioni e titubanze, di lacrime soffocate e singhiozzi strozzati. Tutto il supporto dato domina e svuota anche quella riserva che credevi sarebbe bastata per fare i conti con te stesso. Ti ritrovi da solo, accovacciato in un angolo, e assisti passivo ed inerme allo scontrarsi delle tue emozioni e dei tuoi pensieri, troppo orgoglioso per rendervi partecipe qualcuno.
Poi ci sono i sentimenti, quelli che mutano e che si evolvono, sensazioni discordanti a brevi distanze temporali. Socchiudi gli occhi provandone uno, li riapri provandone un altro e dai il là a questa girandola di emozioni che ti accompagna senza sosta, che si evolve in simbiosi con gli eventi.
Ci sono situazioni a cui non si sarà mai preparati, è così per tutti. L’istinto si fonderà alla razionalità e il connubio restituirà un gesto o una parola che potranno essere quella giusta, o quella sbagliata. Non so quanto sono uomo, non so quanto sono bambino, non riesco a trovare la proporzione neanche pesando tutti gli errori commessi, quanto le cose giuste fatte. So soltanto che ognuno di noi ha dei desideri, ognuno ha delle ambizioni, chi più evidenti, chi più celate. Però le strade a volte cambiano forzatamente direzione e ti trovi a dover fare i conti con situazioni non preventivate, con sensazioni che prima non avevano una collocazione o non erano addirittura presenti né immaginabili. Mi chiedo se si possa parlare di maturità raggiunta quando si decide di proseguire imperterriti per la propria strada o quando ci si adegui a delle situazioni perché alla fine quella è la cosa “giusta” da fare, perché è quello il momento di ridare indietro ciò che hai ricevuto. Forse il fatto stesso di porsi queste domande è di per se segno di maturità, forse invece lo sarebbe il non porsele affatto, o forse sto solo dando a questo termine il dominio sbagliato.
Mi accorgo di come quesiti esistenziali che spesso mi assalgono lascino in certe situazioni il tempo che trovano, di come certe mie piccole introspezioni rendano importanti, delicati e profondi solo singoli istanti, isolati, non collegati al tempo né agli eventi di tutti i giorni, perlomeno quelli più significativi. Sono momenti di pensiero sincero ma il più delle volte fuori contesto, scollegati dalla realtà delle cose, fluttuano nell’aria e perdono consistenza con la stessa velocità con cui si materializzano.
Poi ci sono le ricorrenze, proprio ora mi trovo nel mezzo di una di queste, ci sono i ricordi, qualcuno offuscato, qualcun’ altro vivido. Alcune cose con cui ho imparato a convivere, altre che acquistano coscienza, altre che ancora fluttuano nell’ignoto. Tutta questa situazione, tutte queste emozioni si addensano in un unico punto. Quel punto sono io e il momento è adesso.
E’ tardi, la stanchezza comincia a rallentare i movimenti, le palpebre cominciano a pesare e la mente inizia ad offuscarsi. Stanotte porterò con me tutto questo, probabilmente nel silenzio e nell’oscurità continuerà a farmi visita in altra forma, impossessandosi di un’entità inerme, ma adesso, prima di staccare, affonderò la schiena nella poltrona, appoggerò i piedi sulla scrivania, incrocerò le braccia, socchiuderò gli occhi e mi lascerò andare, mi farò cullare e trascinare in luoghi ignoti, in mondi artefatti, in dimensioni parallele sulle note di questa splendida canzone, sperando di liberarmi per qualche minuto da tutto, compreso me stesso.
Anche per voi, “Watermelon in easter hay”, F.Zappa.
Buonanotte.   
 
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